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Curiosità

Curiosità:Le-piramidi-non-le-costruirono-gli-schiavi


La conferma viene dagli scavi archeologici nella piana di Giza, che hanno portato alla luce le tombe dei manovali che 4.500 anni fa parteciparono alla costruzione delle piramidi di Cheope e Chefren: erano egizi e non schiavi (che in Egitto erano soltanto prigionieri di guerra stranieri). 
I grandi progetti di interesse nazionale, piramidi ma anche dighe, erano affidati alla popolazione locale, tenuta a un periodo di lavoro obbligatorio in occasione delle piene del Nilo, quando i campi non erano coltivabili. 
Lavorare per l’ultima dimora del faraone garantiva un ottimo vitto: le famiglie più ricche inviavano ogni giorno 21 vitelli e 23 montoni ai cantieri, in cambio di sgravi fiscali. 
Poteva però capitare che vettovaglie o salari arrivassero in ritardo. Allora gli operai si “coricavano”, secondo l’espressione egizia, ovvero scioperavano. Secondo le testimonianze che ci sono pervenute accadde varie volte: una delle più importanti descrizioni è in un papiro conservato al Museo Egizio di Torino, che riporta le proteste avvenute nel 29° anno di regno di Ramses III (intorno al 1180 a. C.). Si tratta di un’epoca successiva alla costruzione delle piramidi, durante la quale, però, gli operai addetti alle tombe monumentali (per esempio nella Valle dei Re) avevano a disposizione villaggi dove vivere comodamente, con tanto di scuole. 
Come nacque allora la credenza? La colpa fu degli storici greci, che non riuscivano a immaginare la costruzione di quegli edifici senza l’impiego di masse di schiavi. Ma anche della Bibbia, dove si dice che la schiavitù era diffusa in Egitto.
Le piramidi non le costruirono gli schiavi
Considerazioni

Considerazioni:Bufale Online


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Bufale Online
Tutorial

Tutorial:Iframe ad altezza variabile


Premetto che non sono un amante degli iframe (non più almeno) perché oltre ad essere deprecati nell’HTML5 fanno sembrare il sito più vecchio di almeno 6-7 anni dando un’idea di poca professionalità. Inoltre gli iframe sono stati creati per visualizzare pagine esterne al proprio sito web, all'interno dello stesso anche se spesso sono stati usati in maniera errata. Quindi si se si vogliono usare per includere pagine esterne, no per quelle interne meglio usare altri metodi come include, o jquery).

Dopo questa lunga e doverosa premessa passiamo ai fatti. Chi usa il tag iframe spesso ha la necessità di adattarne l’altezza in base al contenuto che viene caricato. I metodi che si trovano in rete sono molti ed io voglio qua proporre la mia personale soluzione in pochissime righe di codice: leggo l’altezza dell tagdel contenuto che carico e tramite jquery assegno l’altezza all’ iframe.
Certo posso scegliere anche il tago altro ma in questo mio esempio preferisco usarevisto che tutto il contenuto visibile in una pagina è racchiuso lì dentro.

Definiamo lo stile per il nostro iframe tramite css:
#mioiframe { width:100%; border:#293343 1px solid; height:300px; }

Scriviamo il nostro iframe.

<iframe src="pg.html" id="mioiframe" class="mioiframe" scrolling="no" frameborder="0" name="contenuto" onload="caricato()"></iframe>

Definiamo il nostro script che verrà chiamato al caricamento del contenuto dell’iframe:
function caricato() {
var mioif = $("#mioiframe").contents().find("body");
var h = mioif.height();
$("#mioiframe").height(80+h+"px");
};

Infine la chiamata alle pagine:

 <a href="pg1.html" target="contenuto" class="menu"> pagina 1 </a>
<a href="pg2.html" target="contenuto" class="menu"> pagina 2 </a>


Come si vede è tutto molto semplice, veloce e leggero…

Iframe ad altezza variabile
Appunti

Appunti:Introduzione a Jquery


jQuery è una libreria di funzioni (framework) Javascript, cross‐browser per le applicazioni web, che si propone come obiettivo quello di semplificare la programmazione lato client delle pagine HTML. Tramite l'uso della libreria jQuery è possibile, con poche righe di codice, effettuare svariate operazioni, come ad esempio ottenere l'altezza di un elemento, o farlo scomparire con effetto dissolvenza. Con Jquery è possibile usare il framework in tutti progetti senza paura di incappare in incompatibilità nel codice. Infatti, utilizzando la funzione jQuery.noConflict() verrà semplicemente rimosso l'alias $, e potremo usare, per esempio, Mootools richiamando questo framewok con $('mioId') e jQuery con jQuery("#mioId"), inoltre jQuery ha un semplice sistema di estensione che permette di aggiungere nuove funzionalità (plugin) oltre a quelle predefinite; la sua diffusione ha fatto in modo che attorno al team di sviluppo ufficiale crescesse una numerosa community che mette a disposizione plugin e supporto di ottimo livello. Infine, e potrebbe sembrare una cosa da poco, perché il motto di jQuery è "Write less, do more", ed effettivamente la sua sintassi sintetica ed efficiente è particolarmente apprezzabile quando si tratta di scrivere svariate linee di codice. jQuery non ha intenzione di sostituire Javascript: il suo scopo è quello di semplificare la vita dei javascripters, consentendo di scrivere meno codice e, al contempo, ottenere risultati elevati difficilmente ottenibili programmando "a mano" i propri script.
Introduzione a Jquery

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