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Si fa presto a dire APP

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7/7/2018

Si fa presto a dire APP

All’inizio c’erano solo i programmi. Poi Jobs disse: “Sia app” ed app fu…
Iniziamo dicendo che fino all’avvento dei primi Iphone il concetto di app era strettamente legato a quello di programma: una app non era altro che un programma con un interfaccia grafica. Ecco, quindi, che Word, o Internet Explorer, Excell, ecc. sono applicazioni che vengono abbreviate in App, mentre in passato venivano comunemente chiamati programmi.
Con i primi smartphone nasce l’idea di creare “programmi” che si possano scaricare solo previa registrazione da un portale, li si possa installare solo tramite internet,  ai quali viene dato il nome di App. Certo non bisogna pensare che il concetto di appstore sia necessariamente legato agli smartphone o che sia nato con essi: già Firefox (il noto browser) alle sue origini disponeva di uno store dal quale scaricare dei plugin per aggiungerne funzionalità.
Ma allora qual è la differenza tra un programma ed una app?
Iniziamo subito con il dire che mentre tutte le app sono programmi non necessariamente un programma deve essere una app: ci sono sempre dei programmi in esecuzione sullo sfondo di un sistema operativo, ma poiché non sono stati sviluppati per l'utente finale, non sono applicazioni (al massimo possono venir chiamati “task”). L’app, invece, è un programma rivolto all'utente per eseguire una particolare attività o una serie di attività come ad esempio un videogioco, un editor di testo, o l’elaborazione delle foto.
Quindi tutto quello che trovo su un appstore è in realtà un programma con un interfaccia grafica?
Non sempre!
Esistono, attualmente, tre differenti tipi di app:
App native
App Ibride
Web App

Le app native sono apps sviluppate specificatamente per un determinato sistema tramite un linguaggio di programmazione specifico (Objective-C o Swift per I/OS, Java per Android, e .Net per windows). Questo vuol dire che una app sviluppata per I/os può girare solo su quel sistema, se voglio farla giare anche su Android devo farne una nuova. 
Il vantaggio principale delle app native è che offrono elevate prestazioni e garantiscono una buona esperienza di utilizzo per l’utente in quanto gli sviluppatori utilizzano l'interfaccia nativa del dispositivo, oltre ad offrire un accesso a un'ampia gamma di API e quindi più possibilità per l’app.
Il lato negativo è che obbliga lo sviluppatore ( o la società che lo sviluppa) a creare due o più versioni di una medesima app per non rimanere esclusi da una fetta di mercato.

Le app ibride sono invece sviluppate usando un mix di diverse tecnologie quali HTML5, Java script ( e relativi frameworks come angular, jquery, ecc.), CSS, ecc. .  Sono praticamente una versione del sito web “travestito” da applicazione. Questo tipo di apps offrono una buona velocità, sono facili da sviluppare e non hanno la limitazione di dover creare diverse versioni per ogni sistema. Anche questo tipo di app offre diverse API da utilizzare come il giroscopio, l’utilizzo della posizione, della telecamera, ecc.
Naturalmente le apps ibride non hanno la velocità di una app nativa e possono creare problemi di visualizzazione su alcuni dispositivi (non è semplice creare un interfaccia che sia ottimizzata per tutte le risoluzioni esistenti!) per cui non sempre apparirà uguale ad esempio su un Iphone 5 o su un Asus Zen Phone.

Le web app, per finire, si possono definire come le versioni “responsitive” di un sito web.
Le app Web utilizzano un browser per l'esecuzione e sono generalmente scritte in HTML5, JavaScript o CSS e quando si installa questo tipo di app semplicemente si crea un segnalibro ad una pagina web.
Di norma, le applicazioni Web richiedono un minimo di memoria del dispositivo, tutti i database personali vengono salvati su un server remoto e gli utenti possono ottenere l'accesso da qualsiasi dispositivo ogni volta che è disponibile una connessione Internet.
Lo svantaggio principale per questo tipo di app è che una connessione scarsa comporterebbe un'esperienza utente negativa oltre che l'accesso a molte API per gli sviluppatori è limitata.

Quindi quando sento parlare di app è importante capire che tipo di app sto per installare, anche perché posso evitare esperienze negative nell’utilizzo del mio dispositivo, o un uso eccessivo dei dati, piuttosto che un uso illecito dei miei dati personali.
Detto ciò faccio notare che circa l’83% delle app usate dagli utenti sono app ibride.

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