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Demenze giovanili (e non) al tempo di internet

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13/5/2014

Demenze giovanili (e non) al tempo di internet

La tecnologia influenza e trasforma la società, ne migliora la vita, garantisce il progresso ma ne condiziona, spesso, anche la condotta. 
Con il lento ma inesorabile calo del digital divide (il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell'informazione in particolare personal computer e internet e chi ne è escluso), la comunicazione sta cambiando nei contenuti e nello stile: alle parole, sempre più spesso, si sostituiscono le immagini, alle idee i “re-post”  o i “Like”; alcuni comportamenti , che sono sempre esistiti, vengono esasperati e/o accentuati dall’uso dei nuovi media. Alcuni motociclisti ed automobilisti, ad esempio,  si divertono a postare video dove corrono, zigzagano e sfiorano altri utenti della strada, mentre viene inquadrato il contachilometri che tocca velocità impensabili.
Ultimamente si stanno sviluppando due nuove mode tra gli utenti di internet (soprattutto gli adolescenti) che hanno risvolti preoccupanti:  la “Neknomination” ed il “Knockout Game”.
Sebbene siano due sfide completamente diverse tra di loro hanno in comune che entrambe si sviluppano e si propagano tramite social network .
Il primo  (Neknomination) , nato in Australia, è la contrazione delle parole inglesi neck and nominate, ovvero collo e nomina (dove per collo si intende il collo della bottiglia)  e  consiste nel  filmarsi mentre si beve una pinta di una bevanda alcolica tutta d'un fiato e pubblicare il filmato sul web; l'autore del filmato dovrà inoltre nominare altri due amici, che avranno 24 ore di tempo per raccogliere la sfida ed eseguire a loro volta la bevuta. Chi non rispetta le regole una sera sarà costretto ad andare in un pub e offrire agli altri.
In  Paesi, come Inghilterra, Stati Uniti e Irlanda, questo gioco ha già fatto le sue vittime.  Almeno 5 ragazzi sarebbero morti dopo avervi partecipato e  tanti altri sono finiti in ospedale in coma etilico.
Su Facebook le pagine dedicate a questo gioco sono parecchie e, tutte, hanno parecchi LIKE (https://www.facebook.com/pages/Neknomination/290173311139913).
Un ragazzo intervistato dall’Independent che per la sua NekNomination ha tracannato mezzo litro di sambuca in 10 secondi , oltre all’alcol poi, alcuni sfidano a compiere azioni proibite o pericolose , come è successo a John Byrnem,  morto per essere saltato in un fiume come parte della sua NekNomination.
Una ragazza inglese, pinta alla mano, si è ripresa mentre si spogliava nel bel mezzo di un negozio Asda.
Gruppi di genitori irlandesi e inglesi hanno già chiesto a gran voce al social network di mettere offline i video pubblicati e chiudere le pagine dedicate al gioco: da Facebook però hanno detto di no, perché di fatto il contenuto delle NekNomination non viola le regole di Cupertino.
Il gioco intanto si è evoluto e, adesso, ci si sfida non solo sulla quantità e velocità con cui si ingurgitano gli alcolici, ma anche sul modo più estremo di bere: così, c’è chi gusta birra dalla tazza del cesso facendo la verticale e chi tracanna bicchieri di vodka con dentro pesci rossi vivi. O ancora, chi si fa un frullato di gin e cibo per cani o peggio con un intero topo morto.
Il  Knockout Game, invece, consiste nello stendere con un solo pugno un ignaro passante e poi postare il video.
Il primo caso in Italia di knockout Game si è verificato a Favaro Veneto, per l'esattezza, appena fuori da un centro commerciale nel gennaio del 2014, mentre la prima vittima (morta) è stato un cameriere bengalese, 
Zakir Hoassini, morto dopo 24 ore di agonia per un pugno preso in faccia nel centro di Pisa.
Secondo alcuni psicologi questi comportamenti estremi esprimono un profondo bisogno di riconoscimento e di essere visti. I giovani sono alla ricerca di un attestato relativo alla loro identità, al loro valore e alla loro diversità rispetto agli adulti; in mancanza dei riti di passaggio, quelli che una volta sancivano l’ingresso nel mondo dei grandi e oggi in disuso, c’è la ricerca spasmodica di visibilità e di complicità fra coetanei.
Se prima dell’avvento di internet  e dei social network questi comportamenti estremi avvenivano in sordina, adesso i giovani usano la rete per manifestare questi loro atteggiamenti.

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