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Il Parco Archeologico di Cuma


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26/5/2021

Il Parco Archeologico di Cuma

Cuma(Na)


“Così dice piangendo ed allenta le briglie alla flotta E finalmente arriva ai lidi euboici di Cuma." Eneide canto VI

Chi non conosce il più famoso oracolo del monto antico la Sibilla Cumana, resa famosa dall’ “Eneide” di Vigilio? Credo nessuno.
Conosciuta fin dall’antichità la città di Cuma è la più antica colonia greca d’Occidente che portò la cultura greca a diffondersi lungo tutta la penisola italiana tanto da far adottare una versione modificata dell'alfabeto euboico-calcidese, tipico di Cuma e Pithekoussas, secondo i loro fonemi agli Etruschi e ai Latini.
Fin dalla sua fondazione la città conobbe una grande crescita, fino all’arrivo di Roma, di cui Cuma divene una fedele alleata tanto da divenire Municipio romano nel 215 a.C. ed essere una delle roccaforti di Ottaviano durante la guerra civile. Con l’arrivo delle invasioni barbariche iniziò il declino di Cuma che, pur riuscendo a sopravvivere alla dominazione Bizzantina nulla poté contro le ripetute scorrerie dei pirati saraceni che costrinsero i suoi abitanti ad abbandonarla.

Quello che rimane oggi è uno spettacolare parco archeologico che ogni anno attrae migliaia di visitatori e dove la principale attrazione è l’Antro della Sibilla Cumana. Ma passeggiare per il parco archeologico di Cuma vuol dire perdersi in un mondo surreale, che sembra fermato nel tempo; un mondo dove si intravedono le vestigia di un’antica civiltà, dove si ammirano i resti del Tempio di Giove, della Cripta romana. Dalla terrazza del belvedere  si può ammirare una vista sul mare e la campagna circostante, mentre nelle immediate vicinanze si staglia l'Arco Felice si possono ammirare i numerosi sepolcri di età greca e romana.
L'Antro della Sibilia è una lunga galleria rettilinea e a sezione trapezoidale, alta circa 5 metri che fu scoperta da Amedeo Maiuri il quale riconobbe in essa il luogo dove la profetessa del dio Apollo prediceva il futuro ai suoi discepoli: si narra che re, grandi eroi o semplici paesani si recassero in questo luogo per ottenere risposte a grandi e piccoli dilemmi o semplicemente per conoscere il volere degli Dèi. Le profezie della Sibilla Cumana erano infatti considerate verità assoluta. La galleria rettilinea, lunga 131 metri ed è interamente scavata nella roccia tufacea, presenta una base di 2,50 metri e termina in un vestibolo contenente un paio di sedili scavati nella roccia. È  dotata di numerose aperture laterali da cui entra la luce mentre nei bracci trasversali sono ricavate alcune cisterne, che raccoglievano le acque piovane attraverso un sistema di canalizzazione.
Il Tempio di Apollo sorge dove probabilmente prima era stato edificato un precedente tempio dedicato a Hera.
Il maggiore santuario dell'Acropoli rimane comunque il Tempio di Giove (anch'esso si presume precedentemente consacrato ad un'altra divinità: Demetra) che durante l'epoca bizantina fu convertito in basilica; a testimonianza di questo utilizzo del tempio è ancora visibile la vasca profonda 70 cm e larga 3 che utilizzata per il rito del battesimo.

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