Filoweb: EF-2000 Eurofighter Typhoon

 
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EF-2000 Eurofighter Typhoon

Caccia da superiorità aerea con ruolo secondario di attacco

Origine: Italia, Germania, Regno Unito, Spagna
Motori: 2 turboventola EuroJet EJ200 con postbruciatore e spinta da 60 a 90 kN ciascuno
Prestazioni: Velocità massima 2 Mac (2 456 km/h in quota), Velocità di salita 315 m/s, Autonomia 3790 km, Raggio di azione 1400 km, Tangenza 19800m
Armamento: 1 cannone Mauser BK-27 da 27 mm, Bombe caduta libera: Mk 82 da 500 lb, Mk 83 da 1000 lb, Mk 84 da 2000 lb, Paveway: 1ª, 2ª, 3ª, 4ª generazione, Missili aria aria: AIM-9 Sidewinder, AIM-120 AMRAAM, AIM-132 ASRAAM, IRIS-T, MBDA Meteor, missili aria superficie: AGM-65 Maverick, AGM-88 HARM, ALARM,Storm Shadow, Brimstone,ARMIGER,Taurus KEPD 350. Missili antinave: AGM-84 Harpoon, AGM-119 Penguin
Ruolo: Caccia, Appoggio, Attacco, Bombardamento , Specializzato, Antinave

Descrizione: L'Eurofighter Typhoon, il cui prototipo era designato EFA (European Fighter Aircraft), è un velivolo multiruolo (Swing Role) con ruolo primario di caccia da superiorità aerea e intercettore, caccia di quarta generazione e mezza, bimotore a getto con ala a delta e alette canard. È stato progettato e costruito da un consorzio di nazioni europee, costituitosi nel 1983.
La cellula ha volato la prima volta a metà degli anni '80 con la designazione British Aerospace EAP, come dimostratore tecnologico per, appunto, il caccia europeo multiruolo.L'EAP venne messo a terra definitivamente nel 1991. Il Typhoon adotta una configurazione aerodinamica con ala a delta e alette canard a calettamento regolabile, simile a quella di numerosi altri caccia sviluppati di recente come il Rafale francese o il Gripen svedese. Questa configurazione esalta la stabilità longitudinale a velocità subsonica e, grazie a un sistema di controllo digitale fly-by-wire della stabilità, garantisce elevata maneggevolezza nel combattimento manovrato a distanza ravvicinata. L'ottima combinazione di agilità e avionica, lo rendono uno dei più efficienti velivoli correntemente in servizio. Presenta una RCS (superficie riflettente al radar) frontale pari a 0,5 metri quadrati, dunque viene considerato semi-stealth. Il velivolo ha dimostrato di essere in grado di volare ad angoli di attacchi (AOA) superiori ai 35 gradi e di “tirare” fino a 9 G, nonché di avere una certa capacità di volo in supercrociera ad alta quota. Purtroppo queste prestazioni sono parzialmente degradate dalla necessità di trasportare esternamente i missili aria-aria e gli altri carichi bellici. La suite avionica è eccellente, il radar multimodale ECR-90 ha dimostrato ottime qualità ed è in grado di vedere un caccia a oltre 160 km e di inseguire fino a 20 bersagli contemporaneamente, con una elevata resistenza alle contromisure elettroniche. Il caccia, può essere considerato l'ultimo grido della tecnologia aeronautica pre-Stealth, ed ha già dimostrato di avere qualità eccellenti, che purtroppo non possono essere pienamente sfruttate a causa dei tempi lunghi con i quali si sta procedendo all'integrazione di armi e sensori. Il rischio reale è che quando il caccia sarà pienamente operativo in tutte le sue capacità possa rivelarsi già irrimediabilmente vecchio.
Infatti le capacità bisoniche del Typhoon sono oggi considerate superflue rispetto ad altri requisiti.
Il Typhoon ha una bassa RCS (superficie riflettente al radar) ma non può definirsi un velivolo Stealth a tutti gli effetti, perché non dispone di stive interne per l'armamento di lancio e di caduta.
Allo stesso modo, il Typhoon ha una certa capacità di volare in supercrociera (ossia a regime supersonico senza l'utilizzo dei postbruciatori) che però perde nel momento in cui è costretto a trasportare le proprie armi esternamente.
Inoltre il costo del velivolo è salito, e dai 50 milioni di dollari del 1998 adesso viaggia verso gli 80 milioni di dollari e oltre e parliamo di un velivolo il cui equipaggiamento non è ancora completo.
In ogni caso, pur non essendo ancora un velivolo maturo, il Typhoon non ha mancato di portarsi a casa alcuni significativi successi di esportazione.
Le sue doti di agilità e manovrabilità sono parzialmente degradate dalla necessità di trasportare esternamente i missili aria-aria e gli altri carichi bellici.
La sua avionica non ha tutte le parti integrate in quanto solo con la Tranche 3 il velivolo acquisirà tutte le funzioni previste.
Al momento, le preoccupazioni sono tutte rivolte alla sorte della Tranche 3 perché è evidente che la sua cancellazione comporterebbe la fine prematura dell'intero programma e di qualsiasi possibilità di ulteriori esportazioni.
In ogni caso è previsto che tutti gli esemplari delle Tranche 1 e 2 vengano portati al livello previsto per la Tranche 3.
Si prevede che il Typhoon acquisisca nel tempo spiccate capacità multiruolo, e non mancano le proposte di utilizzare il velivolo anche come sostituto del Tornado IDS.
Il mercato, in più di un'occasione, ha mostrato insofferenza nei confronti dell'incapacità di proporre l'Eurofighter con un pacchetto completo e affidabile di sensori e armi, immediatamente disponibili, e gli ha preferito modelli tecnologicamente meno avanzati, come il Falcon o lo Strike Eagle, ma che possono svolgere con efficienza le missioni richieste e sono affidabili e collaudati, in grado di utilizzare appieno la vasta gamma di armi e sensori già omologati.
D'altro canto, al momento la produzione concorrente propone l'intoccabile F-22 Raptor, l' F-35 che non è ancora entrato nella fase di produzione di serie, il Rafale che non ha meno problemi del Typhoon, ed una serie di velivoli ormai “anzianotti”, quali il Falcon, lo Strike Eagle, l'Hornet e le recenti versioni dei Fulcrum e dei Flanker. Ad essi si aggiunge il Gripen che è un caccia leggero concepito per le esigenze svedesi non sempre adattabili a quelle di altri paesi.

EF-2000 Eurofighter Typhoon
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